indoona wordpress plugin
settembre 15, 2016

Hai un sito WordPress? Aggiorna i tuoi lettori via chat con indoona!

WordPress è oggi la più diffusa piattaforma CMS per la creazione di siti web e blog e permette praticamente a chiunque di creare e gestire un sito senza bisogno di particolari competenze in fatto di programmazione. A testimonianza del fatto che WordPress è sempre più affidabile e funzionale non solo gli amatori vi è la crescente presenza di moltissime pagine web professionali realizzate con questa piattaforma: WordPress, infatti, non offre solo un set di strumenti facili da usare per creare siti web e blog, ma da anche l’opportunità di arricchirli e migliorarli grazie ai plugin realizzati da terze parti. Uno di questi è il plugin indoona.

Una delle esigenze principali per chi gestisce un sito, infatti, è aumentare e diversificare le visite oltre che tenere sempre aggiornati i visitatori abituali con le novità che vengono pubblicate online. Il plugin indoona permette di tenere aggiornati i follower del proprio sito WordPress direttamente dalla chat di indoona: installando questo plugin nel proprio sito WP è possibile notificare in tempo reale ai propri lettori via chat l’inserimento di nuovi articoli o contenuti.

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consumers messaging businesses
settembre 12, 2016

Le persone vogliono comunicare con le aziende via chat

La società di servizi Cloud Twilio, ha diffuso oggi i risultati del suo Global Mobile Messaging Consumer Report, uno studio che mostra come i consumatori comunicano con le aziende. Il rapporto mostra che il 90% dei clienti desidera utilizzare la messaggistica per parlare con le imprese, che a loro volta, però, non hanno ancora la giusta infrastruttura per farlo.

Lo scenario che emerge da questo studio è che il 66% dei consumatori generale preferisce l’instant messaging rispetto alle interazioni faccia a faccia con le imprese, mentre l’85 per cento vorrebbe essere in grado non solo di ricevere messaggi dai propri brand preferiti, ma anche di rispondere utilizzando lo stesso canale.

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no man's sky
settembre 6, 2016

No man’s sky e le infinite possibilità dei videogiochi Sandbox

Il 10 agosto la software house inglese Hello Games ha pubblicato per Playstation 4 e Pc No man’s sky, un videogioco di ambientazione spaziale ambientato in un universo molto particolare: si tratta infatti probabilmente dell’universo più vasto mai realizzato all’interno di un videogame. Grazie a uno speciale algoritmo, la galassia di No man’s sky è composta da più di 18 milioni di miliardi (avete letto bene) di pianeti, ognuno dei quali con geografia, flora e fauna uniche e differenti.

No Man’s Sky non si può completare: lo scopo del gioco è esplorare pianeti, raccogliere risorse per migliorare la propria nave spaziale e concludere affari o scontrarsi con altri giocatori ma senza un vero obiettivo finale. Questo, insieme alla vastità della galassia esplorabile, rende il gioco virtualmente senza fine e potenzialmente molto longevo. Nel mondo dei videogames non si tratta di una novità assoluta: già da alcuni anni i cosiddetti videogiochi sandbox (o “open world”) si sono affermati con successo accanto ai prodotti più tradizionali.

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whatsapp facebook
agosto 29, 2016

Passare i dati degli utenti a Facebook: una svolta per WhatsApp?

Molti di noi immaginavano che prima o poi sarebbe successo: nonostante una protezione maggiore della privacy degli utenti grazie alla crittografia end-to-end del contenuto dei messaggi, WhatsApp alla fine ha deciso di condividere le informazioni dei propri utenti con Facebook, che nel 2014 ha acquistato l’app di Instant Messaging per circa 20 miliardi di dollari.

L’annuncio che sta comparendo in queste ore all’avvio di WhatsApp informa che numerose informazioni degli utenti verranno raccolte e condivise: esse sono il tipo di sistema operativo, la risoluzione dello schermo, l’operatore telefonico usato, il numero di telefonino e la frequenza con la quale l’utente apre l’app. Lo scopo, afferma WhatsApp, è consentire a Facebook di offrire agli utenti del social network delle pubblicità più mirate o, se si preferisce vederla da un’altra prospettiva, offrire agli inserzionisti maggiori informazioni per profilare i potenziali clienti.

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meg-ryan-instant-messaging
agosto 25, 2016

Alcune Curiosità sull’Instant Messaging

Tutti noi utilizziamo quotidianamente software o siti di instant messaging. Lo facciamo per comunicare in maniera facile e veloce con amici e parenti e per condividere con loro file e documenti. Siamo così abituati a utilizzare le chat – da PC e da smartphone – che probabilmente non ricordiamo più quando abbiamo iniziato a usarle e quale è stato il primo software che abbiamo usato per chattare.

Dove è iniziato tutto quanto? Ecco alcune curiosità interessanti nella storia della messaggistica istantanea, molti anni prima della nascita di WhatsApp, indoona e dei loro “fratelli”:

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fake viral videos
agosto 3, 2016

L’ascesa dei falsi video virali

Qualche giorno fa la società australiana Woolshed Company ha raccontato di aver creato otto video finti amatoriali che negli ultimi due anni sono stati visti più di 205 milioni di volte su YouTube, e hanno ricevuto più di un milione e mezzo di like su Facebook. La caratteristica di questi video è che fino ad oggi moltissime persone li hanno reputati autentici e proprio per questo il loro successo è stato così travolgente.  Tra gli 8 video vi sono quello della ragazza che viene quasi colpita da un fulmine, quello di un’altra ragazza che viene inseguita da un orso mentre fa snowboard, quello del ragazzo che si tuffa in mare con una GoPro in testa e finisce vicinissimo a uno squalo bianco e quello di una coppia di cacciatori aggrediti da un leone.

Nessuno di questi video era autentico (molti esperti già avevano manifestato forti dubbi sulla loro autenticità) ma tutti sono diventati virali e sono stati condivisi da numerose testate online: molto spesso senza nemmeno una verifica preliminare. In altri casi, invece, è stato proprio il dibattito circa la loro autenticità a creare la viralità e ad aumentare il numero di condivisioni.

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Rio 2016 hashtags
luglio 28, 2016

Rio 2016 e la battaglia degli Hashtag olimpici

Alla vigilia delle Olimpiadi di Rio, il Comitato Olimpico degli Stati Uniti d’America ha letteralmente dichiarato guerra alle società che non fanno parte degli sponsor ufficiali dei giochi olimpici, intimando loro di non pubblicare sui propri account social immagini in qualche modo collegate alle olimpiadi o che contengano loghi o brand olimpici (come ad esempio i cinque cerchi) o della squadra olimpica degli Stati uniti. Inoltre il comitato ha diffidato anche dall’utilizzare i termini e gli hashtag “ufficiali” delle olimpiadi e della squadra olimpica statunitense. In altre parole, società ed entità commerciali non potranno usare i marchi registrati del Comitato nelle loro immagini e analogamente non potranno utilizzare hashtag come #Rio2016 o #TeamUSA perché costituirebbero “utilizzo non autorizzato di marchi registrati”.

La diffida è rivolta soprattutto alle società che sponsorizzano gli atleti ma che non figurano tra gli sponsor ufficiali delle Olimpiadi. Un primo esempio di questa imposizione lo si è visto pochi giorni fa, quando la azienda di abbigliamento Oiselle, sponsor dell’atleta Kate Grace – vincitrice degli 800 metri nei Trials statunitensi – ha postato alcune fotografie della Grace su Instagram. Il Comitato olimpico immediatamente ha intimato alla Oiselle di rimuovere i post – che contenevano la parola “Rio” e il logo dei giochi Olimpici – affermando che essi “violano le linee guida dei marchi registrati del Comitato”.

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facebook internet access
luglio 26, 2016

Facebook e lo scontro tra accesso a Internet e libertà digitale

Mark Zuckerberg ha da poco annunciato che Aquila, il drone sperimentale a cui sta lavorando da più di un anno, ha compiuto con successo il suo volo inaugurale, rimanendo in volo per 92 minuti, circa tre volte il tempo programmato dai progettisti per il test. Si tratta di un primo grande successo nel progetto di Facebook per portare le connessioni Internet nelle aree rurali del pianeta attraverso una flotta di droni che irradiano il segnale verso terra.

L’idea del social network di Palo Alto è di utilizzare la tecnologia degli UAV per portare Internet agli abitanti delle zone difficili da raggiungere (montagne, regioni remote etc) attraverso dei “ponti radio” mobili che sorvolano queste zone. Il principio è lo stesso delle connessioni mobili: invece di costruire una infrastruttura fissa per portare la connettività è più facile realizzare solo alcuni “ripetitori” che trasmettano il segnale per via aerea. Spesso però anche le realizzazione di questo tipo di ripetitori – GSM o 3G/4G – è complicata e la trasmissione via satellite è una tecnologia ancora molto costosa che offre un segnale poco stabile.

Il drone utilizzato per il test ha una apertura alare di oltre 40 metri, pesa 400 Kg ed è alimentato da pannelli solari installati sulle ali: l’obiettivo è fare in modo che Aquila possa volare ininterrottamente per 3 mesi, accumulando di giorno l’energia solare che serve per farlo volare anche di notte. La quota a cui volerà la flotta è tra i 18 e i 27 mila metri, quindi più in alto dei normali aerei di linea: ogni “stormo”sarà composto da un drone “capo” che riceve il segnale internet da terra e lo ritrasmette agli altri droni che stanno volando con lui. Ogni drone può coprire un’area di 50 chilometri di diametro e offrire “decine di gigabit al secondo”.

aquila drone facebook

L’iniziativa di Facebook non è la prima iniziativa orientata a portare la connessione internet tramite apparecchi volanti: Google sta sperimentando da tempo una soluzione alternativa basata su palloni che stazionano nella stratosfera. Le due aziende, che normalmente operano in concorrenza, hanno inoltre deciso di collaborare, chiedendo all’ente che regola il volo negli Stati Uniti, la Federal Aviation Administration (FAA), di fornire permessi per sperimentare i loro sistemi. Esistono quindi ancora molti ostacoli da superare per poter rendere effettivi questi progetti: ostacoli burocratici e non solo.

Le iniziative di Facebook e Google sono infatti oggetto anche di alcune critiche per la loro scarsa trasparenza: nonostante Zuckerberg abbia più volte dichiarato di voler portare la connessione in tutto il mondo “per motivi filantropici”, moltissime persone ritengono che Facebook stia soltanto cercando di ampliare la propria base clienti. (“Più connessioni ci saranno nel mondo, più clienti utilizzeranno il social network”). Non è la prima volta che Facebook è oggetto di critiche riguardo ai suoi progetti per portare la connettività ai paesi più poveri: recentemente Free basics, l’iniziativa di Palo Alto per rendere gratuiti alcuni servizi internet di base da connessione mobile, è stata criticata e bloccata in India per violazione dei principi della Net Neutrality. Il timore è che le iniziative delle grandi aziende tech per ampliare la connessione internet, anche se giuste in linea di principio, finiscano per favorire solo i loro servizi (social network, instant messenger apps etc.). Il dibattito, dunque, non riguarda più solo l’accesso a Internet ma anche e soprattutto la libertà e la neutralità della rete: dare un accesso limitato alla rete è meglio che non dare alcun accesso?

online streaming service
luglio 20, 2016

Effetto Netflix: come lo Streaming Video sta Cambiando la TV

Netflix, il popolare servizio di streaming video online, ha annunciato di aver sottoscritto oltre 7 milioni di nuovi abbonamenti nell’ultimo quarter del 2016, ben oltre la previsione degli analisti, che si attestava sui 5,2 milioni. Il rallentamento subito l’estate scorsa, dovuto in parte al recente aumento dei prezzi, sembra quindi essere stato superato, grazie a nuovi prodotti come The Crown e The OA. Netflix, che ha letteralmente cambiato il modo di guardare la TV, prosegue quindi la sua corsa ma deve fronteggiare una crescente concorrenza nel settore SVOD (Subscription Video on Demand) da parte di competitors diretti come come Amazon Prime Video e YouTube e molte reti televisive tradizionali, che hanno aggiunto servizi di streaming via internet alle loro offerte.

Lo streaming video rappresenta attualmente oltre il 60% di tutto il traffico Internet (mobile e fisso) e alcuni analisti prevedono che questo valore raggiungerà l’85% entro il 2020. Negli Stati Uniti, il 70% delle famiglie guarda serie tv e film on-line. In pochi anni il nostro modo di guardare “la TV” è cambiato radicalmente ed è interessante notare che lo stesso universo dello streaming video si sta già dirigendo verso alcuni cambiamenti di non poco conto.

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Google Data Center
luglio 14, 2016

20 Fantastiche Immagini di Data center da Tutto il Mondo

Ogni giorno centinaia di milioni di persone utilizzano i social network e i software di messaggistica, servizi di posta elettronica e cloud per inviare file, condividere link, foto e memorizzare i dati. Social media e provider internet devono gestire ogni secondo una quantità enorme di dati per caricare le pagine web più velocemente, far arrivare i messaggi istantaneamente e rendere disponibili grandi quantità di file. Petabyte di dati si muovono attraverso centinaia di migliaia di server raccolti in diversi data center in tutto il mondo. Molte server farm sono costruite in regioni fredde, nelle quali il raffreddamento degli elaboratori avviene tramite l’accesso all’acqua naturale fredda e l’aria fredda. Ad esempio, Facebook ha recentemente costruito un data center a Luleå, in Svezia.

In questa galleria vi presentiamo alcune immagini mozzafiato di data center da tutto il mondo, tra cui il nostro a Cagliari!

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